NEI GUAI PER AMORE di SimonB, sta arrivando!!

postato in: Diario | 0

Ancora pochi giorni e il nuovo romanzo di SimonB lo potrete trovare sia in formato cartaceo, sia in formato digitale. Sarà possibile ordinarlo direttamente alla casa editrice Youcanprint, presso tutti i principali Stores e nelle migliori librerie.

Nell’attesa vi propongo le prime pagine di questa nuova avventura:

“Ciao, fratello.”
La voce era un po’ mesta, ma lo sguardo felice.
“Questa volta l’hai fatta grossa.”
Il tono severo e indispettito.
“Mi daresti una mano?”
“Vedo quello che posso fare. Nel frattempo un paio di notti in gattabuia non ti faranno male!”
Gli voltò le spalle per andarsene, ma si fermò per ascoltare il ragazzo dietro le sbarre:
“No aspetta. Non mi lascerai qui? Non ho fatto niente. Non me lo merito tutto questo schifo. Guarda che umido, che squallore! C’è soltanto una rete e un materasso che sa di muffa!”
“Qui la cucina è ottima e avrai un po’ di tempo per meditare.” Si avviò all’uscita e, prima di chiudere la porta, voltandosi aggiunse: “Ti farà bene un po’ di tempo libero per pensare. Almeno lì dentro non potrai fare dei danni. A presto, fratello!”
Si voltò a guardare il prigioniero con un sorriso malizioso. Poi uscì chiudendo la porta del corridoio che dava sulle celle della guardina. Scese le scale per raggiungere l’ufficio dell’ispettore di polizia che aveva già conosciuto in occasioni simili. Sulla porta chiusa c’era una targa con su scritto: ISPETTORE CAPO Luigi Ventura. Bussò e dall’interno si udì una voce roca:
“Avanti.”
Aprì la porta ed entrò. Lo investì una vera nube di fumo, quasi nebbia, poi vide l’ispettore indaffarato. Stava cercando qualcosa. Con barba brizzolata e sigaretta in bocca, egli alzò per un attimo i grandi occhi scuri per vedere chi era entrato e disse:
“Ah, ciao Gianluca. Accomodati.”
I suoi modi erano distratti, probabilmente quello che stava cercando e che non trovava, era importante. La scrivania era sommersa da carte, il disordine era accentuato dal fatto che la sua ricerca non aveva avuto buon esito.
“Oh! Ecco finalmente il fascicolo di tuo fratello.” Rimase in silenzio per qualche istante, leggendo velocemente le carte trovate, poi proseguì:
“Siediti, accomodati. Come stai?” chiese con tono confidenziale.
“Tutto bene, grazie. Anche se per mio fratello potrebbe andare meglio.”
“Questa volta l’ha fatta grossa: detenzione e spaccio di stupefacenti.”
“Cosa?”
“Qui c’è scritto così.”
Gli mostrò le famose carte che aveva cercato con tanta sollecitudine.
“Mio fratello non si droga, e tu lo sai. E sai anche che non ha bisogno di spacciare. Ha tutti i soldi che vuole.”
L’ispettore riprese le carte in mano e aggiunse:
“Qui dice che era con una ragazza. Una certa Lucia Bindella. Hanno trovato la droga nella sua borsetta.”
“E allora cosa c’entra Attila?”
L’ispettore lo guardò con aria di sorpresa.
“Ma tuo fratello non si chiama Attila!”
“Scusa. È il soprannome che gli ha dato quella santa donna di nostra madre.”
Sorrisero. Poi Ventura riprese:
“La ragazza ha dichiarato che la droga l’ha presa da tuo fratello.”
“È la sua parola contro quella di mio fratello. E poi comunque, hai detto che era nella borsa di quella ragazza!”
Ventura annuì.
“Ma dov’è la ragazza, ora? Posso farle delle domande?”
“No, è scappata.”
L’ispettore abbassò lo sguardo.
“Cosa?” Gianluca era allibito. “Lei scappa e lui viene trattenuto. E per cosa? Per droga che non aveva lui, bensì lei. Tutto ciò è ridicolo. Non credi?”
La sua pressione sanguigna cominciava ad alzarsi, anche se continuava a parlare con voce calma e a muoversi con impeccabile eleganza.
“C’è dell’altro.” rispose l’amico ispettore ormai decisamente in difficoltà, mantenendo gli occhi puntati sulle carte e sfilando dal fascicolo un foglio fino a quel momento rimasto nascosto.
“Cosa c’è ancora?” chiese lasciandosi cadere sulla sedia davanti alla scrivania, piena di scartoffie.
“Tuo fratello” all’ispettore tremava la voce. “Ha dato un pugno al poliziotto che tratteneva la ragazza. Sembra che l’agente allungasse un po’ le mani, così, quando è stato colpito da tuo fratello, la ragazza ne ha approfittato ed è scappata.”
Gianluca alzò gli occhi al cielo, domandandosi dove avesse messo il cervello suo fratello. Questo era un problema ben più grosso. Si trattava di aggressione a pubblico ufficiale.
“C’è la possibilità di far ritirare la denuncia?”
Il suo modo di fare era sempre composto ed elegante. Lui, anche nei momenti critici, non perdeva mai il controllo.
“Parlerò con l’agente che è stato colpito e vedrò di tirarlo fuori pulito, ok? Ma dì a tuo fratello che non è sempre Pasqua!”
Spense la sigaretta in un portacenere colmo di cicche.
Gianluca si alzò: “Grazie, a buon rendere. Ci vediamo domani.”
“Ma dove vai? Lo lasci qui? Non lo facciamo uscire?”
“Certo, domani. Questa notte se la passa dentro a raffreddare i bollenti spiriti!”
Mentre usciva gli venne in mente un’ultima cosa:
“Ah! Vietagli di telefonare a casa. I miei non sanno nulla, per ora.”

L’indomani mattina presto, …

 

SimonB

SimonB

www.ildiariodisimonb.com
Letteratura, artee attualità.
Recensioni,editing, commenti e punti di vista
post_standard

Lascia un commento