8 MARZO FESTA DELLA DONNA E NON SOLO. RIFLESSIONI.

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8 Marzo Festa Internazionale della Donna; giornata simbolica e piena di buoni auspici.
Il mondo sta veramente andando nella giusta direzione? Sono molti i paesi in fermento e sempre più sensibilizzati al raggiungimento dell’uguaglianza dei sessi: uomini e donne hanno realmente stessi diritti e stessi doveri. Gli stati più evoluti si muovono in quella direzione ma c’è ancora tanta strada da fare.
La Festa della Donna è importante ma ha assunto il corretto significato? Oppure è stato soltanto un susseguirsi di messaggi di auguri accompagnati da frasi e apologie sui social? Anch’io personalmente ne ho mandati tanti, poi mi sono chiesta se avesse un senso farsi gli auguri tra donne. Gli uomini dove sono? Gli uomini stanno a guardare? Sorridono e augurano buona festa in maniera “spintanea”? E poi? Poi aspettano che venga domani, perché tutto tornerà come prima?
No, non deve essere così: mi sono informata, ho cercato sul web, ho guardato la tv, ho ascoltato la radio e ho notato un cambiamento rispetto agli anni scorsi. Ho percepito più sensibilizzazione e più interesse anche da parte degli uomini. Ovunque si sono svolte manifestazioni e convegni dove la partecipazione è stata anche maschile. Quando accadrà che saranno gli uomini a festeggiare il fatto di non essere soli su questo pianeta, di essere affiancati da creature che danno loro la vita e che li amano, quando sarà così, allora questa Festa avrà veramente un senso compiuto.
Il mondo non è degli uomini che concedono alle donne di vivere dignitosamente e con rispetto, il mondo è di entrambi; la delicatezza e la dolcezza del sesso femminile non deve essere ragione di discriminazione ma di valorizzazione e arricchimento. Uomini e donne in natura si compensano, sono necessari gli uni alle altre e viceversa ed è per questo motivo che, dal punto di vista sociale, devono essere uguali.
Molti paesi europei sono già avanti con questi concetti e hanno lavorato per sensibilizzare tutti i loro cittadini, anche in Svizzera c’è molto fermento in questi ultimi anni.
In particolare in Ticino, lo scorso mese, la Commissione Pari Opportunità la cui presidentessa è Davina Fitas, ha riunito tutte le Associazioni femminili in una grande assemblea presso l’Università di Lugano, dando la possibilità alle rappresentanti di ogni associazione di presentare i progetti da sviluppare nel corso del 2018. Certo, la partecipazione maschile è stata esigua ma il fatto stesso che queste attività esistano è un fattore decisamente positivo.
Le iniziative sono veramente tante. La Commissione stessa ha preparato un opuscolo sulle pari opportunità in Ticino che sarà presentato nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Arriverà poi l’aggiornamento di un’altro opuscolo che spiega come la Legge Federale sulle pari opportunità può aiutare le donne in difficoltà. Nel 2019 ci sarà la quinta edizione del premio Ermiza che valorizza e premia le iniziative pro-donna.
Poi è intervenuta Maria Luisa Parodi presidentessa della FAFTPlus Federazione Associazione Femminili Ticinesi Plus, che, unendo molte Associazioni femminili, propone continuamente iniziative che aiutano concretamente le donne nelle loro attività quotidiane: lavoro, famiglia, figli, rapporti sociali. Aiuta le donne vittime di violenza domestica, fenomeno ancora molto diffuso non solo in Ticino. Lotta per il mantenimento in attività dello sportello Donna/Lavoro. Collabora con la RSI (Tv nazionale ticinese) perché anche la donna venga presa in maggior considerazione nelle programmazioni culturali (progetto Sotto i riflettori con efficacia e serenità). Si batte per una Televisione libera che non sfrutta la donna dal punto di vista dell’immagine.
Poi è intervenuta Rosemarie Weibel presidentessa della “Commissione Federale per le questioni femminili”. L’CFQF, è una commissione extra-parlamentare permanente di tipo consultivo che si impegna a far sì che le leggi rispettino la parità dei sessi.
È intervenuta anche Serena Giudicetti della Kibesuisse “Federazione svizzera per le strutture dell’accoglienza dell’infanzia”, che, tra le altre cose, si batte per una maggior presenza lavorativa maschile negli asili.
Si è parlato dell’ancora diffuso fenomeno della violenza domestica, in merito a ciò è stato reso noto che verrà divulgato uno spot che servirà a combatterlo e a sensibilizzare chi è vittima di questo sopruso a chiedere aiuto. Perché oggi esiste la possibilità di essere aiutate.
A tal proposito è intervenuta Frida Andreotti Direttrice della Divisione della Giustizia del Canton Ticino, parlando delle novità legislative a livello nazionale e internazionale. In particolare nel 2018 entrerà in vigore in tutta la Svizzera la Convenzione del Consiglio d’Europa che mira a prevenire e a combattere la violenza sulle donne e la violenza domestica in generale. In Ticino inoltre esiste una proposta di legge che, si spera, venga discussa e approvata in breve tempo.
Anche il BPW Business and Professional Women, al quale sono iscritta, era presente all’assemblea e collabora perché queste iniziative possano essere sviluppate e messe in pratica.
Dopo l’8 Marzo, c’è stato un susseguirsi di eventi che parlano dei diritti delle donne: programmi televisivi, articoli sui giornali, maggior dialogo con la politica, sia locale che nazionale, una discreta partecipazione maschile. C’è fermento non solo in Ticino e in tutta al Svizzera, ma anche in Italia, in Europa, nel mondo.
Quest’anno l’8 Marzo non è stato soltanto un semplice scambio di auguri tra donne; ci sono uomini, soprattutto i più giovani, che iniziano a condividere e a capire che la nostra diversità non deve essere discriminata ma valorizzata perché le società future siano più giuste ed equilibrate.

SimonB

 

 

SimonB

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