QUEL CHE RESTA DEL GIORNO di Kazuo Ishiguro – Recensione

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Kazuo autore inglese di origine giapponese ha ottenuto il Premio Nobel nel 2017 grazie soprattutto a questo suo romanzo.

È la storia ambientata nell’Inghilterra degli anni cinquanta e raccontata in prima persona da un maggiordomo (Stevens) al servizio da tutta la vita presso Darlington Hall. Lui intraprende un viaggio in auto alla ricerca di una governante sua collega negli anni venti e trenta. Durante il viaggio Stevens riflette su tutta la sua vita, dedicata al servizio e alla devozione impeccabili per gli uomini proprietari della grande villa. Inevitabilmente giunto a quel punto della sua esistenza, riflettendo su quel che resta del giorno, i dubbi lo assalgono e si domanda se sia stato giusto dedicare un’intera vita al servizio impeccabile del suo lavoro, trascurando se non eludendo completamente la parte sentimentale di se stesso.

La scrittura è eloquente, raffinata, piena dello stile inglese di fine Ottocento. Le descrizioni sono minuziose ed estremamente particolareggiate, danno vita a sensazioni di estrema normalità, utilizzando spesso vocaboli antichi e ricercati.

“Ho sentito alcuni descrivere il momento in cui, dopo aver spiegato le vele su una barca alla fine si perde di vista la terraferma, e immagino che la sensazione di disagio mista ad eccitazione che talvolta viene descritta in rapporto a quel momento debba essere qualcosa di molto simile a ciò che provavo in quella Ford man mano che il paesaggio intorno a me si faceva più estraneo.”

L’autore, che è cresciuto e ha studiato in Inghilterra, mostra in questo romanzo anche ciò che di giapponese conserva: la forza e la determinazione a mettere il lavoro e la propria missione davanti a ogni sentimento personale. Questa caratteristica portata all’estremo è tipica della cultura giapponese.

Da leggere per riflettere.

SimonB

 

SimonB

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Letteratura, artee attualità.
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